Wescouting

Una partita avvincente, durata novanta minuti e più. Tanta corsa, impegno, dispendio di energie per raggiungere il successo. L’ebbrezza del trionfo, l’amarezza della sconfitta. Sentimenti diametralmente opposti, con un unico comune denominatore: il talento. Ventidue giovani calciatori scesi sul terreno di gioco, sprizzanti vitalità, grinta, audacia e nei cui sguardi i sogni sono l’espressione più genuina verso l’avvenire. Il respiro che, minuto dopo minuto, si fa affannoso. Concentrazione e forza mentale. Nessuno vuole cedere alla stanchezza, anche se le gambe diventano più pesanti e i metri da percorrere sul tappeto verde sembrano diventare interminabili. Tensione agonistica, fantasia, tecnica e un pizzico di furbizia si mescolano in un unico, incredibile complesso di emozioni incontrollabili. La vittoria è lì a portata di mano, con la coppa che risplende nella teca. Poi il fischio finale. Tripudio o scoramento, in campo e sugli spalti.

Seduto in tribuna, però, c’è qualcuno che la gara la vive diversamente. L’assapora non solo con la curiosità di scoprire chi vincerà, ma anche per accertarsi della bontà di quanto trascritto e analizzato settimane, mesi o – perché no – anni prima. Qualcuno che ha seguito passo dopo passo l’evoluzione tecnica, la maturazione personale di quel ragazzo così applaudito per la sua bravura e a gran voce invocato dal pubblico. Il compito di un osservatore (o talent scout) è certamente delicato, ma conserva un fascino intramontabile. Se a carta e penna si sono affiancati smartphone e computer, non è cambiato l’obiettivo di questa figura molto spesso lontano dai riflettori, ma fondamentale sia nello staff tecnico di una società che “in proprio”: scovare i migliori prospetti calcistici sulla piazza e fare in modo che possano puntare, con le adeguate tempistiche, sempre più in alto. Una missione affatto semplice, che richiede professionalità e costante aggiornamento, al fine di svolgere al meglio questo ruolo.

Fattori determinanti non solo ai più alti livelli del calcio nostrano e internazionale, ma anche – se non soprattutto – nei settori giovanili del calcio dilettantistico, dove centinaia di migliaia di giovani atleti muovono i primi passi della propria carriera. Un enorme bacino di talenti dalle enormi potenzialità, i quali meritano di essere visionati costantemente da osservatori di primo piano. Una necessità, con il passare degli anni, diventata sempre più urgente e a cui ora iniziano ad arrivare le prime risposte concrete.

Wescouting, società di talent scouting fondata da Gianfranco Faillo, Andrea Crestanello e Francesco Colucci, vuole essere un primo, propositivo esempio. È inoltre il primo servizio in Italia a offrire la possibilità di usufruire di un “talent scouting on demand”. Che cosa significa? Approfondiamo meglio la funzione che questo gruppo si propone di svolgere, proprio attraverso le parole di uno dei co-fondatori:

«La nostra ambizione – spiega Gianfranco Faillo – è quella di coprire in maniera capillare il monitoraggio del calcio giovanile dilettantistico italiano».

Per raggiungere questo obiettivo, ecco alcuni elementi chiave su cui concentrare l’attenzione di tutti gli interessati, a partire ovviamente da chi calca con passione il terreno di gioco:

«Offriamo ai giovani calciatori l’opportunità di poter ricevere una valutazione tecnica qualificata che li aiuti a conoscere il proprio livello attuale e delle possibilità future».

Un’operazione che vuole coinvolgere attivamente le società sportive presenti nel panorama delle categorie giovanili, ma con uno sguardo rivolto anche al mondo del professionismo:

«I club dilettantistici potrebbero ampliare l’offerta dei propri servizi destinati ai propri tesserati, mentre i club professionistici, attraverso Wescouting, potrebbero affiancare al proprio reparto scouting, un partner esterno, qualificato e flessibile per ogni esigenza».

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Gennaio 13, 2022

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